Cena medicea al Rotary

       UNA CENA MEDICEA

       al Grand Hotel Villa Medici

     E’ bastato l’inno di Mameli a far scattare tutti in piedi, soci ed ospiti del “Rotary Bisenzio” nella cena degli auguri del mese decembrino, mentre il presidente dr. Giuseppe Giordano impeccabile e professionale come di consueto, presentava i vari ospiti tra i quali il Questore di Pisa, il Presidente del Tribunale di Firenze, l’artista Antonio Manzi con gentile consorte, ed altri ancora. La serata, piacevolissima, ben si delineava tra un gustosissimo risotto giallo di buona zucca seguito da medaglione di vitello con tortino di patate alla crema. Pandoro e panettone infine celebravano il tutto mentre i giovani e.. belli – fanciulle da vero schianto – ! del “Rotar-act” giravano tra i tavoli per la abituale vendita di beneficenza ‘condita’ da regali di tutto rispetto!

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In clima cameratesco s’aggirava come sempre il tipo dai numeri ‘buoni’ (dicono se li si sia fatti dare dalla ‘Smorfia’) vincendo pacchetti e pacchettoni, seguivano le musiche alla consolle di Franco, quel Franco Boldrini del gruppo musicale “I Califfi’ che, bravissimo – prima ed ora -, riempiva di verve gli ampi saloni dell’Hotel Villa Medici. Questo invitava gli ospiti ad esibirsi sulle basi di particolari canzoni americane di grand’effetto tipo Boogie-wogie, ma anche ‘Besame Mucho’, ed altre ancora tra le quali la celeberrima ‘Luglio’ del fiorentino Riccardo Del Turco. E non è finita: nella raffinatezza di brani francesi, seguivano i revival di Abbronzatissima, Un granello di sabbia, Trottola, qualche twist, con finale di delicate note natalizie.

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Una degna conclusione infine era data dall’annuncio del prossimo ‘ 200° anniversario della Scuola Carabinieri‘, l’incontro avverrà nel prossimo mese di luglio, quindi il Presidente del Consiglio Comunale Eugenio Giani, dopo la degustazione d’una eccellente fetta ‘pandorata’, tra foto di rito, ricordava l’alto valore del Rotary Club Firenze Bisenzio.

E qui ci sembra piacevole ripercorrere qualche operato ‘rotariano’ tra cui: “Villa La Guerrina” in quel di Lastra a Signa, adesso struttura per gli anziani, il momento eno-gastronomico “Pranzo a Casa Sabia” e di quando “ il cor si riconforta”, la visita alla Biennale Internazionale dell’Antiquariato a Palazzo Corsini, la cerimonia del “Premio Columbus” nel Salone del ‘200 in Palazzo Vecchio, eppoi la cena all’interno del Mercato Centrale fiorentino.

In interclub col Rotary Club Valdelsa lo scorso ottobre si è svolta la visita al Museo Stibbert con, più tardi, sempre nel mese ottembrino, la visita del Governatore Gianfranco Pachetti presso il “Grand Hotel Villa Medici”. Seguiva la visita alle Cantine Antinori in interclub col Rotary Club Valdelsa e “Thanksgiving Day” in quel di Palagio Parte Guelfa con la Tuscan American Association e i “Lions Ponte Vecchio” alla presenza del console americano Sarah Morrison, momento del ‘Ringraziamento’ l’evento più importante negli Stati Uniti.

E non è finita, poiché ciò che va in beneficenza ed arricchisce ulteriormente il nostro patrimonio culturale troverà sempre nel “Rotary Club Firenze Bisenzio” un fedele paladino.

Carla Cavicchini

W la pappa al .. alla ribollita!

                            W la pappa al…

                                                       alla ribollita!

 Sarà buona ovunque, Italia, estero, ma come la fanno nella città dantesca, no signori miei, presso l’Osteria Giovanni di Giovanni Latini in Via del Moro al n. 22r, credetemi, non ha eguali!

Tal pietanza, che deriva dalla tipica zuppa di pane raffermo e verdure della Toscana, più che altro nella Bassa Val di Serchio e nella Piana di Pisa tra Firenze ed Arezzo, è definita sostanzialmente ‘povera’, di origine contadina: non a caso le contadinelle specie di venerdì – giorno santo –  ne cucinavano una gran quantità: veniva poi ‘ribollita’ in padella i giorni successivi in quanto la vera zuppa si riscalda due volte, altrimenti sarebbe una banalissima zuppa non gradevole come Dio comanda!

Stiamo parlando della ribollita, piatto gustosissimo che si scioglie in bocca  i cui ingredienti principali soni il cavolo nero ed i fagioli borlotti. Segreto: per rendere migliore la zuppa, il cavolo deve aver “preso tutto il ghiaccio”, insomma, passato attraverso varie gelate invernali – brinate – sì d’essere più gustoso grazie alla morbidezza delle foglie. E, con i segreti, arriva anche la curiosità, quella appunto che tal prelibatezza era conosciuta sin dal Medio Evo; le focacce date alla servitù, venivano bollite e ribollite, sino a diventar pappe gustosissime.

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Proprio ultimamente il Touring Club Italiano insieme a ‘Vetrina Toscana della Regione’ ha assegnato alla provincia Toscana il “Premio Touring dei Consoli della Toscana” riguardante un piatto della tradizione gastronomica di Firenze e provincia. E quindi rieccoci al gustosissimo piatto amato dai palati di tutto il mondo  per la bontà dei suoi ingredienti. Questo naturalmente ‘vale’ per chi ci mette tanta cura e tanto amore come ser Giovanni che incessante lavora notte e dì  per la gioia dei propri clienti nonché  affecionados!

Tra un bicchiere di vino e l’altro, nel caldo tepore di questo buon ristoro, viene ricordato   l’ingrediente di buona toscanità reso così prezioso dalla nostra agricoltura che, fortunatamente, abbonda nel nostro Stivale. L’assessore alla cultura Cristina Scaletti  parlava di ciò che comporta il nostro buon cibo e quindi il legame con il territorio, la tipicità, l’elemento distintivo per la nostra regione e non solo, e si soffermava  poi ulteriormente sulla competitività e identità di tali prelibatezze, rendendo tutto questo un grande valore aggiunto. Perché quando: “dici ribollita, dici Firenzeeeee!”

Parole riprese anche da Billi, assessore al Turismo della Provincia di Firenze, capace anch’egli di segnalare le eccellenze della nostra terra madre: “E’ inevitabile menzionare i nostri punti di forza che orgogliosamente si fondano sulla nostra variegata offerta turistica, dal nostro patrimonio turistico a questo “mangiare genuino e sano”, con doveroso ringraziamento a “Vetrina Toscana” ed a tutte le altre iniziative in merito che ci contraddistinguono per la nostra tipicità.

E allora  ricordiamoci  quel bellissimo motto di saggezza popolare che recita: “chi no sa mangiare, non sa nemmeno vivere!”

 

Carla Cavicchini

 

tutto teatro

                                   TUTTO TEATRO

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E’ sempre  con la ‘T’ maiuscola l’ottimo lavoro che presentano i tipi de:” Il teatro delle sfide”, capaci anche stavolta di farci sorridere, ridere, tanto ! E commuovere, nella consueta rappresentazione teatrale in quel di Bientina, paesino del ‘pisese’ come dicono gli sbruffoni fiorentini , inghiottendo la loro bravura ed il sottile filo umoristico conduttore che li accompagna sempre…o quasi ! I primi son tizi che parlano di miracoli (che hanno visto la Madonna, per caso? ) qual omaggio a San Tommaso, agli increduli,  ai pigri e scettici.  E quindi rieccoli a gettarci in faccia…- si, quando vogliono son birichini –  la polvere del palcoscenico  coi loro 28  spettacoli  tutti diversi per più di 65 serate con sette prime nazionali delle quali quattro prodotte dal teatro stesso, in un poutpourrì che abbraccia il comico, la lirica, musica d’autore, sino alla nuova drammaturgia.

Insomma, se non son matti, non li vogliamo, ah, ah!

“Siamo tutte un po’ befane.” No, per carità, non voglio offendere nessuno, anche se in realtà la mattina quando ci alziamo siamo tutte un po’ ‘befanotte’; stavolta parliamo delle attrici Lisetta Luchini ed Adelaide Vitolo  capaci di proporci tal spettacolo proprio lunedì 6 gennaio alle 17 e  poi alle 21,30. Ci racconteranno di questa figura affascinante, misteriosa, sdentata, con la gobba sul naso bitorzolato, dispettosa e generosa eppur sempre donna! Un viaggio di queste due cant-attrici  che analizzeranno il costume con l’evoluzione della donna-befana e viceversa, in un gioco satirico e romantico che…volerà per Bientina ‘sbefanando’ le bigotte che osserveranno col naso all’insù!

Eccoci all’ 11 gennaio con “Era la nostra casasensibile piece teatrale che racconta d’una coppia, marito e moglie di mezza età che si ritrovano a far i conti coi sogni infranti e rancori accumunati…capita! ove il lavoro è primo attore e soprattutto  operato significativo della propria individualità. Sentiamo odore di Bergman, grande Ingmar che…che è da vedere con tutte le ventate nuove che concluderanno tal spettacolo.

Seguirà “La’Otta” domenica 12 gennaio  con La Brigata dei Dottori, istituzione nazionale del teatro vernacolare. Trattasi di un fumettone comico con la pettegola, gli amori e amorazzi, le ‘letìate’ visto che è  recitato in pisano, bone donne e fiaschi d vini per colorar le gote. La trama è quella del reddito misero assai e delle trovate! pé arzarlo!

Venerdì 17 – non porta male! – sabato 18 e domenica 19 tutto di gennaio, il grande Andrea Kaemmerle con Riccardo Goretti e Adelaide Vitolo calcheranno il suolo teatrale per:  Zona Torrida, testo comico, sagace, che fa piàgne e ride interrogando la propria coscienza. Monni, il grande Carlo, scenderà dall’alto per essere ben presente allontanandoci dai ruffiani e vili che operano nella nostra vita. Uno spettacolo che ci farà bene vederlo e… come “Luci della ribalta” ci rimarrà impresso a vita!

Insomma, vi abbiamo incuriosito? E allora proseguiamo col 25 gennaio per Principessa, mondo di blog, social network, ed altre diavolerie che fanno incontrare due galassie: genitori e figli  capaci di trovar punto d’incontro.

Il 26 gennaio sarà la volta de L’Italiana in Algeri”. Guardate gente che è un’opera lirica di Rossini. Troppo forte, di cosa son capaci le donne,… specialmente Antonietta Frapolli  furba, seduttrice, ammaliatrice  e…grande ingannatrice. Di uomini! Ah,ah.

Sabato 1 febbraio  e domenica successiva eccoci a : “Ulisse e le sue donne”  che, proprio quest’ultime, non lo vogliono! Che se ne  stia sulla sua zattera  e…se qualcuno gli vuol dare un po’ di lana da tessere… Venerdì 7 febbraio arriva  Disguido’n Dio – pazziiiinteri- in quanto clown, fantasisti, mimi, trasformisti, illusionisti  e che altro ancora? Con  una lei che non fa l’assistente, che non si fa’ ‘segare’ ma che s’impone e invita tutti a far altrettanto. Da seguire!

Da non perdere: sabato 8 febbraio quell’Alberto Severi gran giornalista di Rai 3 farà l’attore per: “Da dottor Jekill a Mr. Hide”. Insomma, racconterà la  vita sua, – si presume ! –  quella d’uomo duplice, anche quella di  mezzobusto drammaturgo fiorentino, rovistando teatralmente una sorta di collana di perle con condimento vario, folgorante ed assai bruciante, per momenti di puro cabaret.

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Mi viene in mente ancora Monni che diceva ‘cabarètte’. Mah, e, tornando a Severi, mi raccomando, non bevete la pozione che vi offrirà, altrimenti interverrà “La Wanda Gastricadirettamente  da Torre del Lago per farvi sputar fuori tutto quel fuoco che Severi vorrà farvi ingoiare!!!!

Proseguiamo con “ I Marinati 43”  qual viaggio nella grande letteratura del mare il 13, 14, 15 e 16 febbraio. Roba puzzosa, di porto di mare, fatta di puttane (tempi in cui c’erano meno male! Pochi i trans! ) ma anche balere e   ghetti maleodoranti che il Mediterraneo nasconde in ogni porto.

Venerdì 21 febbraio, si balla! Ci sarà: “Tango x 3” , viaggio tra la ‘milonga’ tra suggestioni intime, ritmi serrati e vento di passione. Insomma, roba dai peggio locali che…Bientina accoglie!

Katia Beni. Bravissima, unica, esilarante come lo champagne! Verrà sabato  22 febbraio  e domenica 23 con: “Tutto sotto il tetto.” Spettacolo rocambolesco su come metter su casa con tutto l’andirivieni attorno. Consiglio. Bed e Brekfast. Permanente.  a Vita.

E’ lui, quello della Premiata Ditta, si, Roberto Ciufoli, calvo e ben  lucidato che sabato 1 marzo e domenica successiva proporrà: La libertà è un colpo di tacco. ( possibilmente non a spillo….) Il comico metterà passione e libertà, ‘futebol’ e tristezza, o malinconia tra bossa nova e ballate eleganti che alzeranno il pubblico…in volo.

Siamo momentaneamente assenti” è per venerdì 7 marzo. Etica ed economia si scontreranno: a voi il finale.

L’otto marzo  ( finalmente senza l’isteria donnesca)! Sinfonico Honolulu presenterà tal orchestra italiana: rivivrà  pop e rock con nel mezzo canzoni ’60 e ’70 per accontentare la pluralità come sempre  seduta sulle poltroncine del bel teatrino bientinese.

Roba da segnarsi con tutti quei santi intorno. Sabato 15 marzo è la volta de: “L’asta del Santo ove il pubblico avrà la fortuna di assistere al duro percorso di santificazione dell’uomo solo dinnanzi a voi . Previsti miracoli via ‘live’  per questo gruppo cult assolutamente imperdibile  che si muove in gran raffinatezza e modi fulminei.

Domenica 16 marzo arriverà: “L’ uomo e il pelo “ Chi è nato  per primo? “Gli omini” – son quelli che recitano – lo domanderanno ai più curiosi forse suscitando curiosità a mille  per i ciuffi di peli che c’hanno accolto al momento della luce. Prima ancora però dell’ostetrica ‘taglia-pelo’!

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Bella scoperta!” Un titolo che solo Anna Meacci poteva fare e proporre sabato 22 marzo domenica successiva. Interrogherà sui perché della vita. Dal pomodoro alla lavatrice e ritorno. Lei è così. Da non perdere questa grande fan di Jimmy Fontana. Suo amatissimo guru.

Sabato 29 marzo e domenica subito per: “Mi chiamo Chiberto” arrivano  “I Bartolini” – sono i teatranti , che faranno  Rocio e Chilberto.  Soli, timidi, appassionati, tuffati nel loro mondo poetico con una chiave di lettura  così intensa, prenderanno giovani, giovincelli e maturotti.

Andrea Kaemmerle firma “ Come conquistare le donne” venerdi 4 aprile nonché sabato e domenica.  Sulla terra piovono un fantasma ed un diavolo per sedurre…l’è tutto un dire…la donna. Tra cose assurde e dissacranti, la piece kaemmerliana , aprirà sprazzi di luce in questo povero mondo tra qualche ridicolezza ( ben voluta )! e giochi altamente goliardici.  Ah…la femme!

Signori e signore,  turatevi il naso, ah, ah, arrivano le petonzole, insomma le ‘puzzette’ se preferite! Saranno anche simpatiche quelle de: “L’elefante scurreggione” previste per domenica 6 aprile, però stavolta profumate  o ben disinfettate  da tanta ‘varechina’ se preferite!  Il nostro animale, da piccolo,  non se faceva un problema, anche se tali ‘preeee’ spettinavano leoni facendo poi svenire scimmie e scimpanzè. Da grande…in casa,  i condomini non erano poi così tolleranti e quindi idea: perché non scorreggiare ( quando ce vòle ce vòle) ! dentro i palloni. Come per magia i palloncelli si coloravano e profumavano  e i bambini correvano a frotte per comprarli.  E’ pertanto uno spettacolo sui valori della tolleranza ed amicizia accettando e far accettare i propri difetti che tutti noi conserviamo. Sul palco ci saranno attori e pupazzi.

Finale. Degno d’un re. Il re è Alessandro Benvenuti capace di creare ad hoc “Un comico fatto di sangue” che porterà venerdì e sabato 12 aprile. Si parla d’una famiglia molto scomposta in una Italia ancor più scomposta con la bussola finita a mare. Tra l’alternarsi di prosa e comicità Benvenuti sorprenderà per tal drammi proposti in maniera esemplare e con  gran purezza.

Pardòn. L’ultimo spettacolo è quello del 25 aprile. “Dialoghi tra il signor G e la Resistenza”. Avete già capito che c’è di mezzo Gaber e che l’unione tra teatro e musica  ben si sposa per raccontar passato e presente. Un momento emozionante  fatto di tante personalità artistiche e  culturali che insieme, formano una forza immane.

E, ricordate gente, che l’arte è una cosa seria!

 

info: 320 – 36.67.354 – 328- 06.25.881

www.guasconeteatro.it

www.terzostudio.it

Carla Cavicchini

nevedaamare

NEVEDAAMARE

Il mondo in tasca, …insomma, per essere più precisi L’Italia in tasca visto poi che il Trentino non è così lontano  e quindi val proprio la pena di farci un tuffo! Seguendo il motto “trentatre’ trentini andavano a Trento..”, noi aggiungiamo: e dintorni! Visto le innumerevoli opere d’arte che la regione conserva, l’accoglienza radiosa delle maestose Dolomiti, qual  fantastico blocco di montagne capace d’abbracciare uno stupendo paesaggio naturale. Luoghi in cui la neve abbonda assieme a quel gran polmone verde che circonda ognidove, con l’asprezza calcarea delle rocce. Dici ‘Paganella’ e dici tutto, è la classica ciliegina sulla torta con quei suoi 50 km. di piste, posto unico e fatato ricco di tradizioni, fascino, storicità, comunità, con tutti gli sport del luogo per neofiti e temerari.

Orgoglio e ricchezza vi si trovano. Sono l’appartenenza d’essere con l’animo umano colmo di valori. Renzo Vatti sempre impeccabile e professionale  mentre presenta all’Hotel Baglioni la vocazione turistica di tal regione, con tutto il suo staff, invita poi a prendere il microfono anche il campione …”Il signore degli anelli” Yuri Chechi ed il Presidente del Consiglio  Comunale Eugenio Giani.

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Proprio quest’ultimo mentre sottolineava lo splendido rapporto di gemellaggio che li unisce, non mancava di menzionare la deliziosa cittadina montana di Andalo, e poi i numerosi castelli sparsi ovunque . “Vi invito a visitare tali luoghi, non rimarrete delusi e, dal momento che abbiamo qui, tra noi, il grande olimpico, vero simbolo dello sport, approfitto per affermare, e lo dico con gran orgoglio, che Yuri è una persona sincera, franca, che non segue stereotipi e quindi da stimare.”

Eccolo, ancora agilissimo coi capelli ben rasati…”Sapete, proprio sull’altopiano della Paganella intrapresi l’idea che mi portò poi alla medaglia di bronzo e sempre li, più tardi,presi la decisione di lasciare lo sport. Però l’invito di ritornarci è sempre forte e visto anche il rapporto qualità- prezzo, credetemi, è una occasione  da cogliere al volo!”

E allora spendiamole ancora due parole su questa regione ove non regna la noia: il programma “Dolomiti Paganella Family Festival” che si svolgerà dal 12 al 19 gennaio è fatto su misura per le famiglie.

Sapete qual è il regno dell’orso bruno? Spormaggiore, che si trova alla sua bella altezza di 700 metri. Visitando la bellissima area faunistica del Parco Naturale Adamello Brenta è possibile vedere gli orsi ed i  lupi. E non è finita: in viaggio a contatto stretto con  tali animali ed altri ancora, ci sarà l’occasione di conoscere il ‘plantigrado’coi suoi vizi ed abitudini. Un viaggio ‘molto animal’  ove è possibile osservare anche lupacchiotte, gufi, il gatto selvatico, sino alla gara con gli slittini ed il Nutella party. I più romantici si debbono prenotare per il suggestivo lancio notturno delle lanterne, escursioni con la slitta trainate da cavalli sino a raggiungere deliziose baite e rifugi. Non c’è da aspettare, ripetiamo: un’occasione che va dal 12 al 19 gennaio . I bambini scieranno gratis se accompagnati da un genitore pagante. Da segnalare inoltre che i ragazzi fino a 16 anni che alloggeranno in tali strutture pagheranno solamente 41 euro per l’intera settimana, con sconti buonissimi per noleggi e scuole di sci. Per informazioni:  0461 – 58.31.30 . A proposito: “Fai della Paganella”, altro non è che quella terrazza naturale che si affaccia sulla valle dell’Adige. Il paese di Fai è storicamente diviso in tre parti: Cortalta, La Villa e Ori.

Gira  e rigira, è possibile ‘respirare’ atmosfere d’altri tempi, con quelle suggestive chiesette gotiche e scavi archeologici, gli stadi del ghiaccio, il gioco del tennis, calcetto, basket, per poi tuffarsi in: “Acquain:wellness § beauty”, il centro benessere più grande dell’arco alpino. Nato ad Andalo e fiore all’occhiello delle Dolomiti del Brenta, poggia le proprie virtù sul potere vivificatorio dell’acqua. Per un riequilibrio psico-somatico, tale area wellness, si avvale della sauna finlandese, biosauna e sauna alle erbe, seguita da bagnoturco, laconicum, hamman, percorso kneipp, pozzo con acqua fredda, docce emozionali, cascata di ghiaccio sino al raggiungimento di un vero e proprio paradiso della salute.

Ai numerosi hotel accompagnati da bed & breakfast e agriturismi, sarà poi possibile assaporare i sapori genuini della cucina trentina, mentre per i nostalgici  saranno tappe obbligatorie le malghe e i rifugi alpini raggiungibili a piedi oppure con i gatti delle nevi o, addirittura, tramite carrozze trainate da cavalli per sentirsi tutte “fatine turchesi”!

E se lo slogan recita: Paganella dove la neve è più bella”, senz’altro ciò è veritiero grazie a quei campioni che ogni anno ne fanno una tappa per allenarsi, quali gli atleti della Squadra Nazionale di Sci Norvegese. E in queste morbide distese e cime innevate, bel si calano le parole di Reynhold Messner con:” Per me avanzare di un passo è sempre un sogno e questo sogno mi tiene sveglio”

info: press@visitdolomitipaganella.it                                                  www.visitdolomitipaganella.it:

agenzie per il turismo:

Andalo: 0461 – 58.58.36  ,  Molveno: 0491 –  58.69.24

Fai della Paganella : 0491 – 58.31.30 ,  Cavedago:   0491 – 65.42.77  ,                      Spormaggiore:  0491 –  65.36.22

        

Carla Cavicchini

 

I Maestri dei Presepi

 

                            I maestri dei presepi

 Sembrano ispirate al regista Luchino Visconti le scenografie  presepiali che invadono Castello ‘alta’ sotto la sapiente regia dell’associazione “All’Ombra di Membrino”. Sino al sei gennaio è possibile ammirarli e, francamente, sono tutti  dei piccoli e grandi gioielli, che è un  piacere osservare dalle finestre dei saliscendi castellani. Entrando nella Cappellina Sconsacrata S. Filippo Neri è istintivo toccar la solida porta in legno ‘pieno’, talmente tarlata che ci rimanda alle radici medievali. I volontari ci lavorano ogni anno per svariati mesi. Ci accolgono “al freddo e al gelo”  nel mentre osserviamo un meraviglioso paesaggio presepiale, con tutta la nebbia attorno che, poco a poco, mentre si dirada, fa apparire la cascata e l’avvolgente fuoco. Sublime l’effetto giorno-sera-notte con tutte le stelle punteggiate sulla volta celeste e di poi l’alba che  radiosa sale.

I rigagnoli dei freschi ruscelli ben si accompagnano al canto del gallo e la Natività è d’una suggestione così alta che commuove i visitatori.

Ma ecco che…”per Giove” all’improvviso tuoni, lampi e fulmini, invadono l’enorme presepe,  mentre la neve imbianca tal magia.

Ci spiegano che la struttura permanente, è fatta da una intelaiatura ad hoc – così non si fanno buchi nei muri della Cappella! – atta ad esser modificarla di volta in volta, lasciando il ‘corpus’ come di dovere. A tre passi ecco la chiesetta di San Lorenzo, più piccola, ove però regna un cuore pulsante grazie alla cura maniacale d’ogni dettaglio in pieno clima religioso-natalizio.

 

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Insomma gente, parliamo di ‘casette’ meravigliose che ci accolgono negli scorci di via Tilli, P.Neri, Via Ferruccio, P.zza del Popolo, Via Attavanti, S. Ippolito, Vicolo Torrigiani  ed ancora ancora. In tutto sono ben sessanta presepi: alcuni sono stati posti nelle ex-carceri e curati dal Gruppo delle Contrade.

Giù, in basso, sembra di scendere in un sotterraneo disturbando un micio che guizza come un’anguilla appena c’incontra. Guardiamo questo presepe figurativo nel mentre ci dicono che le nostre suole ‘poggiano’ sul pavimento di una piccola chiesetta del ‘500 , abbassata anticamente a livello della piazza sì d’entrar più agevolmente in tal luogo di culto.

Il sei gennaio arriveranno i Re  Magi, quelli veri! E, in sella ai cavalli, da P.zza Gramsci percorreranno quel gioiellino antico che risponde al nome di Castelfiorentino.

Anche se per tutti però  è  solo Castello!

 

 

 

Carla Cavicchini