text Carlo Ciappina

Valsugana e Lagorai, terra di vacanze benessere, fra Terme, laghi e malghe


    Valsugana e Lagorai è un vasto territorio molto variegato. Qui puoi scegliere dalla natura incontaminata alle tradizioni culturali, dallo sport a cielo aperto alle cure termali. Ci sono poi i magnifici Laghi di Caldonazzo e di Levico, premiati con la Bandiera Blu d’Europa, posti a quote vallive collinari per il piacere di una vacanza in tutto relax sul dragon boat, ma puoi dedicarti anche al windsurf, lo sci d’acqua, nuoto, la vela o semplicemente fare la dolce vita in spiaggia.

Foto di Story Travelers

Foto di Story Travelers

Foto di Story Travelers

Foto di Story Travelers

Più in alto puoi goderti della vera vacanza di montagna.  Da non perdere è l’esperienza di vivere un giorno intero nel mondo delle malghe. Al riguardo, ricordiamoci dell’iniziativa “ Adotta una mucca”, ma devi andare a trovarla di persona, cercando tra i pascoli la tua preferita, ottima occasione per capire cosa significa vivere in malga. Ciò costa solo 60 euro, ma ti daranno pure prodotti caseari genuini per un valore pressoché equivalente. Si tratta insomma di un’esperienza unica di valore inestimabile, fatta quando la natura è nel suo pieno rigoglio estivo, che rimarrà indelebile nei vostri ricordi.

In questi luoghi potrai andare anche a caccia di storia, arte e cultura, basti menzionare “Arte Sella”, manifestazione di arte contemporanea a cielo aperto in Val di Sella. Si tratta di un luogo dove la natura si trasforma in opera d’arte realizzata con materiali francescani: tronchi, sassi, foglie, ammirevoli nella loro semplicità.

Come avrete capito ci troviamo in un territorio ricco di tradizioni e cultura: Qui potrai fare l’esperienza del turismo enogastronomico, visitare castelli, antichi borghi, assistere a straordinari eventi musicali ed artistici. 

Naturalmente la dimensione relax trova meritata nomea grazie alle rinomate terme di Levico, Roncegno e Vetriolo, dove è possibile godere dei benefici delle cure termali grazie alle proprietà delle acque ferruginose arsenicali. 

14 Palazzo delle Terme di Levico - foto Angela Ventin

Foto di Angela Ventin

Vetriolo 2 - ValsuganaQuesta è la patria dello sport, in Valsugana si può praticare ogni specialità: dallo ski allo sci nautico, dagli itinerari trekking al nordic walking, dai percorsi mountainbike al volo libero, dal golf all’equitazione. Particolare attenzione è riservata alle due ruote: 80 km di piste ciclabili ed una ciclabile di 50 Km che arriva fino a Bassano del Grappa, rendono questi luoghi un vero paradiso per gli appassionati. Al riguardo, ci sarebbe la possibilità di utilizzare il sistema treno + bici, che consente di portarsi al seguito il proprio mezzo, per godere con più libertà questo spettacolare territorio.

ciclabile valsugana

E poi resta il classico trekking, grazie al quale scoprirete pascoli, laghetti alpini, boschi, torrentelli, casomai fermandosi in una bella baita, magari da affittare, per vivere in “full immersion” una vacanza a tutto tondo. Ai più giovani, sportivi e non solo sono dedicati i momenti “open air” e non a caso i campeggi, in Valsugana e Lagorai, sono innumerevoli. Si tratta di 17 strutture ben attrezzate per una sana vita all’aria aperta in una vera e propria oasi di verde. Ragazzi, non resta perciò che convincere i propri compagni di viaggio e prepararsi per partire. Al ritorno in città ne avremo delle belle da raccontare!

Carlo Ciappina

LA VESTE DEL POTERE:

L’ABBIGLIAMENTO TRA ‘500 E ‘600 IN

EUROPA

Quando l’abbigliamento esalta! Già dalla metà del ‘500 sino alla metà del’600, con Luigi XIV, il riferimento rimane classico con quell’Eleonora di Toledo che indossa un tessuto fiorentino controtagliato, costosissimo, poiché sono periodi in cui non si tagliava, bensì si forgiava ben bene l’oro facendolo divenire battiloro! Certo che la crisi non risparmiava, d’altronde quali sono i secoli che non l’hanno sentita? Ebbene sì, si compra meno, però se facciamo un tuffo all’indietro affacciandoci al Trecento, osserviamo che la bellissima Lucca ha lino e tessuti gialli che riportano al nobile metallo e tutto questo ce lo dicono le interessanti diapositive proiettate presso il Golf Club Bellosguardo di Vinci all’incontro organizzato dalla Fidapa . Il relatore Prof. JL Santoro ce le illustra con gran dovizia, mostrando Cosimo I con la moglie Eleonora di Toledo in immagini sublimi e ricche di potere carismatico.

Cos’è che dava il potere? Le armature signori e signore mie, quelle elaborate, costose, da parata, per farsi vedere ed ammirare, con quei motivi che erano veri e propri gioielli.

Nel frattempo i costumi vengono montati da passamaneria con grandi ricami, come quelli nel 1545 e…tempi nei tempi! quanto ‘figliavano’ sti nobili!!!

Nel frattempo Carlo V° di Spagna si mostra con pettorina e calzoni ultra sgargianti – significavano l’appartenenza – per le sfilate di rito mostrando la propria superiorità. Segue una collezione di figure con uomini con tanti colletti, pettorine imbottite a punta per obbligare a stare ‘dritti’ ed imponenti! con poi quel Francesco I ‘bimbo’ che si ritrova addosso velluto, seta, taffetà a tinte unite, qual buon riferimento d’armatura classica.

L’abito pertanto viene pensato come struttura architettonica con quei tocchi ‘minuti’ contrassegnati da broccato, ‘ori’ ed argento.

Nella galleria che scorre di seguito, i Corsini bambinetti portano il gilet, c’è molto bianco, con spalline ben rialzate, i pantaloni sono larghi come la struttura degli adulti, mentre un altro bimbo con la lattuga in mano, per ingentilire, è completamente in lungo.

Non passa inosservata la Regina di Francia Maria De Medici così altera e regale, mentre Camilla Bertelli nutre una vera e propria mania per i gioielli, tanto che la vediamo con dei bottoni che sembrano puntali, senza tralasciare la cura maniacale nei confronti di diamanti e topazi con successivo impegno di chi era incaricato di raccoglierli – capitava anche nelle migliori dinastie ! – per ricucirli immediatamente.

Proprio dalla manica del vestito si desume l’appartenenza ad un determinato ceto sociale, scoprendo poi che il ‘classico’ ben rigido che indossavano le ‘madame’, era più incisivo di quello maschile.

Il poco non usava, l’esagerazione invece era a frotte, senza disdegnare quei meravigliosi fili attorcigliati fatti con gli avanzi di decine e decine di anni precedenti.

Ecco all’orizzonte – riecco ! – il giovine mediceo con un bel raso rosso, mentre un altro ancora porta – ma come è effemminato…- sempre raso nero sul fine secolo del ‘500.

E…quello che si da un sacco d’arie? Beh… senz’altro per imitare i giusti riferimenti di una Spagna ben pomposa a cui piaceva troneggiare. Dopo Enrico VIII è il momento – quasi una celebrazione ! – di quell’Elisabetta I giovane tutta ricamata con miriadi di perle, con addosso quelle forme triangolari che ne contraddistinguevano l’epoca.

Durante l’incoronazione la pettorina è ben a punta…pronta a colpire! E questo mentre le chiese d’allora erano spettacolari, contrassegnate da canti, odori ed incensi. Ecco di nuovo ‘Elisabeth’ con la “grande armada”, che aveva vinto abbondantemente! Più tardi la ritroviamo con le maniche lunghe ‘a prosciutto’ poiché…più lunghe erano…più determinavano l’importanza.

Come un fantasma ce la ritroviamo nuovamente colma di gioielli con un sacco di nastri e ‘manicone’ elaboratissime sino a dar spazio – più corpo che spazio ! – a quel taglio con due striscione nere nere.

Pronti a far ribollire il sangue? Maria Stuarda, nuora di Caterina de Medici nonché nemica di Elisabetta I°, ci osserva con tutta la sua passamaneria squisitamente fiorentina. L’inghilterra accoglie quel bel signore tornato dalle battaglie, mentre il successivo è elegante seppur contrassegnato da dubbi e malinconie.

Ci ricorda…forse…un poeta con quel giubbotto che si nota prepotentemente, mentre l’altro ancora presenta un sacco di falde a frangia. Ebbene sì! è’ il momento degli ‘english’ e di tutto lo sforbiciato addosso in cui non mancano ‘sbuffi’! qual modo per farci capire che “la moda si rinnova!”. Questo lo si ritrova anche nel tessuto di arredamento e nella nascita di tessuti minuti: prima si vestivano come poltrone, poi! Ecco il gusto del gusto! Susseguono gli amanti di Elisabetta I° – ma quanti e tutti ben accolti! – mentre notiamo il buon tessuto tutto sforbiciato e certosino d’uno di loro. A ruota la grande – più grande che bella! – Caterina de Medici, tutta altezzosa, rigida e ‘ricca’ nel matrimonio con Carlo di Francia. La ritroviamo dopo pochi istanti con quel debole nei confronti dei diamanti ( chissà se Marilyn Monroe prese spunto da lei…) e poi ancora verso le amate perle quale buona collezionista di gioielli. Nel frattempo le maniche continuano ad imperversare ‘forti’ del loro significato; c’è tanto broccato, una bimba ha il seno schiacciato, indossa la ‘sottana’ dura dura e, nelle parate, spiegano che c’era chi le accompagnava.

Dulcis in fundo, carrellata di Maria de Medici regina col ‘giglio’ di Francia, in coda Ferdinando II, dopo ancora Luigi XIV con tutte quelle armature, sino a lasciare poi posto a quel Re Sole grande amante di teatro che amava illuminarsi nonché addobbarsi con tutti quei raggi di sano sole !!”

Alle domande poste al bravissimo e paziente relatore: “ Nella maggior parte dei casi i vestiti d’epoca sono raccolti nei musei, quanto alla sepoltura c’era chi sotto dettatura, prima ancora d’essere nel letto di morte, esigeva di andarsene con tutti suoi beni addosso, calzature comprese. Quanto alle perle, era prassi tramandarle. Da segnalare che per Caterina dei Medici, Maria Stuarda, Elisabetta I, le spille, tiare ed altri preziosi, venivano indossate con un preciso significato.”

Codici tramandati da Re e Regine… nel frattempo, noi fanciulle, grazie a tutte quelle immagini, ci siamo sentite seppur per una sola notte delle gran ‘regine’!

Pertanto: God save the Queen!

Carla Cavicchini

cavicchini@gmail.com

                    UNA SCUOLA DI VITA

  Difficilmente trovi studenti entusiasti che vengono seguiti quasi “24 ore su 24” nel loro percorso scolastico, che poi altro non è che scuola di vita. Perché lo studio ‘affina’ la mente, facendoti immedesimare nel mondo con un bagaglio di conoscenze che ti accompagnerà nel corso dell’esistenza.

A Roncegno Terme (TN) c’è una carismatica figura che pretende il ‘top’ del ‘top’ e allora via! A questi ragazzi speciali, belli, pieni d’energia e di voglia di fare si aprono le porte dell’Hotel Didattico, situato proprio di fronte al municipio di Roncegno.

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La Provincia di Trento si è presa a cuore questo progetto facendo lavorare i ‘baldanzosi’ boys e le bellissime girls, in uno stage – ci sono pure le borse di studio – con organizzazione da vero e proprio ‘Campus’.

L’iniziativa dell’Hotel didattico permette una sinergia unica nel suo genere, ed è stato piacevole osservare l’aiuto reciproco nei confronti di ognuno per l’altro, unito alla voglia e volontà di conoscere altre lingue, sì da acquisire certificazioni, sino al conseguimento del “Diploma di assistenza alla Direzione”.

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Interessanti gli stage regolarmente tenuti in Sardegna, Toscana, Umbria, nonché Germania, Austria, Irlanda, Inghilterra, finalizzati ad una conoscenza ulteriore, così d’essere protagonisti nella vita! Questa vita in cui niente viene Salumiregalato, solamente un buon impegno accompagnato da un pò di sana fatica – anche il semplice pulire gli ambienti è filosofia di vita e non è certamente discriminante – permette a questi giovani di ottenere buoni sbocchi in prestigiosissime aziende italiane ed estere, operando in maniera interdisciplinare sotto la guida di docenti ad hoc, con severi esami da sostenere.

Riccardo Postai, direttore di Villa Waiz, attento ad ogni particolare, con piglio teutonico, in realtà si rivela ben presto persona squisita ed affabile pronto a dar consigli e suggerimenti.

Questo in un bellissimo percorso sino alla creazione d un ottimo start-up, capace di collaborare con l’A.p.t. ed altri Enti. Ed i risultati parlano, snocciolando numeri d’un buon indice di valori che va dal 94% al 97% di successo per prestigiose finalità lavorative.

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Ogni regione ha la sua cucina, le sue specialità e, in virtù di questo, è stato fatta una “partner – ship” di presentazione delle migliori eccellenze con tutti i dettagli, non trascurando la parte nutrizionale. Alla fine gli chef ospitatati valutano tutto (secondo noi degustano anche molto!!!) dando poi il desiderato punteggio.

Adesso è arrivato il momento di conoscere questi ragazzi, gli studenti dell’Alta Formazione Professionale “Assistente alla Direzione di Unità Ricettiva”, tutti in divisa come regola, pulitissimi, ordinatissimi nel corpo e nella mente – beh…mica scherza Aldo Dalle Fratte, coordinatore didattico dell’hotel, capace di captare ancor prima ciò che pensa il suo interlocutore – che ci accolgono con un bel sorriso presentandoci la struttura di Villa Waiz, sede del loro Albergo Didattico. E’ il momento dell’aperitivo, ed ecco arrivare bellissimi ed invitanti taglieri in legno colmi d’ogni ben di Dio: formaggi, mostarda, marmellatine, ottimo vino, e poi ancora salumi squisitissimi accompagnati da pane fragrante che piacevolmente si sgranocchia ben bene…!

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Già, all’inizio, avevamo notato la professionalità del loro ben servire, pronti a soddisfare ogni nostra esigenza. Come? Offrendoci da bere al nostro arrivo, accompagnandoci alle camere, niente fuori posto nel piccolo ma caldo ed accogliente hotel “Villa Waiz”.

E non è finita. La mattina appena alzati, nel mentre ti avviavi verso la sala – colazione, col buonissimo aroma di caffè che si spandeva nell’aria, te li trovavi di fronte, con i vassoi in mano, prontissimi ad esaudire ogni esigenza culinaria e non solo.

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Insomma, se chiedevi il sole, con una scala improvvisata, staccavano la magica stella, offrendotela nel piatto!!! Tra l’altro, a proposito di colazioni, la mattina mangiavi più per gola che per fame, in quanto dopo gli interessanti appuntamenti ed incontri ‘trainati’ dalla bella e gentilissima Cristina Eberle – quale Responsabile Comunicazione esterna e Mercati per l’azienda del Turismo Valsugana – alla scoperta dei percorsi di “Arte Sella”, del “Museo degli Spaventapasseri”, con successivi itinerari verso le aziende bio- agricole, ti ritrovavi più tardi esausto, eppur felice! In deliziosi ristoranti dove l’antipasto andava bene per un reggimento.., seguito da due – dico due! – Primi piatti con poi uno o due secondi, qualche contorno e buonissimo dessert. Il tutto naturalmente annaffiato da buon vino ed ottimo digestivo.

Beh…se tutto questo è così divino, tanto vale cambiare ‘aria’: tra terme, parchi, clima sano e cibo sopraffino, val la pena un bell’inchino al magico Trentino!

Carla Cavicchini

cavicchini.press@gmail.com