MODA E MODI DEL COTONE ETICO

BY FILMAR

Dal seme alla produzione del filato tinto”: questo è il concetto della linea-madre della Filmar Spa, nota azienda del bresciano, precisamente a Zocco d’Erbusco, fortemente attiva nella lavorazione di filati in cotone di qualità eccelsa. L’azienda da molti anni ha intrapreso un buon percorso lavorando sulle fibre naturali, scelta sostenibile nonché responsabile, non a caso il sociale è uno dei motori alti della Filmar capace d’abbracciare l’intera filiera produttiva. Il loro concetto è che la moda non sia solamente lustrini e pailettes, bensì una moda responsabile come spiega l’ interessante video Cottonforlife: lungo il filo Italia – Egitto ‘, proiettato presso l’Hotel Baglioni di Firenze in occasione di Pitti Filati.

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Accanto a Marina Spadafora, designer etica e ambasciatrice della moda nel mondo, durante la riuscita serata – dove venivano servite deliziose tartine ed ottimi drink con più tardi ottima cena nel ‘verde principesco’ dei giardini dell’Hotel – abbiamo assistito a questo interessante filmato, una serie di racconti di persone all’opera in fabbrica, sino a conoscere ciò che avviene nelle fasi di lavorazione, scoprendo l’arte del sapere, e poi i loro paesi e generazioni successive. Sami è un tipo simpatico: nato e cresciuto ad Alessandria d’Egitto, è figlio di coltivatori di cotone ed oggi dopo un bel salto di qualità è diventato un apprezzato fotografo nella nostra penisola. In modo allegro, con grande affetto e tenerezza, parla della nonna Anna che ben 70 anni fa si innamorò d’un agronomo egiziano sposandolo pure. Elena invece è chimica di laboratorio della Filamar e fa continuamente la spola tra l’Italia e l’Egitto grazie a stage e corsi di formazione. Karim ringrazia poiché l’aiuto ricevuto gli ha permesso di continuare la coltivazione di quello che è denominato anche “oro bianco”.

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Si prosegue sino alle vigne e i caratteristici borghi della Franciacorta passando alle ampie distese di cotone a Damietta sul mare di Alessandria; questo mentre Il Nilo fa da filo conduttore facendoci vedere gli antichi mestieri, i polverosi bianchi villaggi sterrati in un susseguirsi di risate, canti e feste popolari. Belle le raccoglitrici dei candidi fiocchi di bambagia con i contadini egiziani; quest’ultimi grazie agli incentivi, ed alla Filmar stessa che opera sempre con occhio attento al sociale, hanno costruito importanti reti di cooperative avviando la produzione del primo cotone organico egiziano a fibra extra-lunga. Successo? Si, oseremo dire che il taglio documentaristico voluto ha avuto un buon successo, entrando nelle case dei contadini a Kafr El Saad nel Governatorato di Damietta. Non solo, ha avuto l’onore d’essere stato visto in residenze private ad Alessandria d’Egitto nonché nell’ex Consolato d’Italia attualmente sede della Alexbank del Gruppo Intesa san Paolo. L’attenzione è stata talmente viva da proseguire nel suo percorso sino alle aule della Scuola Don Bosco di Alessandria e nelle scuole egiziane agrarie dove la Filmar aiuta, anzi! Soddisfa i figli desiderosi di lavorare in maniera attiva con buona retribuzione.

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La cosa ha poi generato quel richiamo positivo, una sorta di “Tam – Tam”, tanto che una buona fetta di persone quali ingegneri, tecnici, operai, manutentori, hanno partecipato entusiasti a tale progetto. In maniera semplice, credendo fieramente nel loro operato, hanno parlato di macchinari, tecnologie, colori, filati, per una solida realtà occupazionale per gli oltre 500 dipendenti dell’ Egitto ed altri 120 che operano in Italia. Da sposare pertanto il concetto che la sostenibilità è un buon sistema di vita da alimentare e custodire quotidianamente: la Filmar di questo ha voluto esserne promotrice. Ognuno di noi, guidato dalla propria coscienza, deve occuparsi di questa rete sociale in maniera rispettosa per l’ambiente poiché “NIENTE SI CREA E NIENTE SI DISTRUGGE “ ed ogni azione dev’essere mirata alla buona etica comportamentale. La difesa ragionevole deve essere un’attitudine, una buona forma di coscienza collettiva, che protegge e garantisce il nostro futuro. La speranza è che questo trend si espanda maggiormente sino a diventare vera e propria filosofia di vita nell’uso della produzione e del consumo. Pertanto il lato economico deve seguire il percorso qualitativo secondo una attenta analisi dei nostri principi morali. La Filmar Spa ringrazia di cuore la partecipazione della mainsponsorship di Alex Bank, del Gruppo Impresa San Paolo e il supporto di Falconieri – Gruppo Calzedonia – che ha fornito ampia parte degli abiti di scena. Un ringraziamento anche alla cantina Berlucchi, Ferrovie dello Stato, Poste Itaiane, Malpensa Airport, Egyptian Organic Agricolture, ed altri ancora.

Carla Cavicchini

cavicchini.press@gmail.com

SIPARIO! “LUCI DELLA CITTA’ PER CHAPLIN ED IL CANTONE DEL VAUD NELL’AMATA SVIZZERA   

   Charlot era un ometto coi baffi e buone maniere che camminava ondeggiando con verve e stile nella sua stretta giacchetta, le enormi scarpe, l’immancabile bombetta ed il bastone in bambù. Malinconico, buffo, tenero, a tratti geniale e spiritosissimo, diventò un cult per la sua ingenuità nei confronti delle ingiustizie dell’avida società moderna. “Tempi moderni” ed altri film ne furono fedele testimonianza e Chaplin, grazie al suo acume, fotografò uno spaccato di vita sull’alienazione umana con relative classi sociali emarginate.

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Più tardi la sua scelta di stabilirsi in Svizzera fu ben accettata e, vista la grandezza, lo spessore di questa figura capace di segnare la figura umana, l’inaugurazione del Chaplin’s World a Corsier – sur Vevey, ne ha reso giusto omaggio. Ecco perché nel Cantone del Vaud questa cosa non bisogna proprio lasciarsela sfuggire. La tappa, Manoir de Ban, è la sede museale e le numerose opere ne fanno scoprire l’uomo e l’artista in un grandissimo percorso espositivo. Molti gli oggetti del mitico Charlot seguiti dalle esperienze multimediali con avanzata acustica, realtà virtuali ed effetti speciali. Insomma, le sue mille sfaccettature riappariranno nell’ambito cinematografico e musicale per più di tre ore facendoci sorridere, commuovere, accanto ai fedeli ‘chapliani’. Un modo per visitare anche i grandi giardini e le terrazze di questa stupenda proprietà che volge verso il lago ginevrino e le Alpi. In omaggio uno dei panorami più belli di questa accogliente terra. Dopo la visita è possibile fermarsi al ristorante adiacente, nonché al negozio attiguo.   cc monumento in vaud

   Inoltre Chaplin’Words andrà avanti in un fitto programma di eventi culturali con tanto di festival.

www. chaplinsworld.com. Per i cultori che non smetteranno mai di celebrarlo, indichiamo con piacere il Modern Times Hotel situato sulle alture sopra Vevey. Dotato di numerose sale anche per conferenze modulabili, in un intercalarsi di immagini e foto inedite segue lo stile decisamente sobrio come un sentito omaggio all’artista. Un bel viaggio poi verso la terrazza panoramica, un drink al bar lounge, un buon pasto al ristorante, l’angolo fitness e poi ancora verso il bel negozio accanto al parcheggio. www.moderntimes.ch. Cinemania? Yes! Chaplinmania!!!

Andiamcco incontro adesso all’alta gastronomia magari con una buona tavoletta del cioccolato Cailler e caffè a seguire. Nata presso la Nestlè, l’azienda quest’anno celebra il suo compleanno e nel mese di giugno è stato inaugurato il centro museale ‘Nest’. L’edificio dove nel 1866 Henri Nestlè inventò il latte in polvere, nasce proprio per comprendere come si sviluppò questa famosa multinazionale e quindi via agli archivi dei marchi che ne hanno segnato la storia, con le icone casalinghe quale il solubile caffè Nestlè. Ancora i dadi Maggi accanto ad altre rivoluzioni culinarie. Un occhio alle gestione delle risorse di cui l’acqua ben investita ne è partecipe e poi ristori a volontà contrassegnati da buone pause. www.le-nest.com.

Adesso cambiamo canale, ma non troppo visto che la riapertura dell’Alimentarium, unico Museo al mondo interamente dedicato all’alimentazione situato on the lake, è stato sapientemente ristrutturato. La fantasia qui è di casa in quanto è possibile trovare uno stampo per il gelato a forma di cavoletto di Bruxelles, un vero dolce egizio risalente al regno dei Pepi (2251 – 2157 a.C.) ed ancora un taglia patate d’inizio del XX secolo. I più curiosi senz’altro scaricheranno su Internet le cose di maggior interesse, nel frattempo osserviamo che le varie installazioni ludiche permettono di scoprire come fanno gli alimenti provenienti dalle terre madri ad arrivare direttamente nelle nostre zone, magari da Ouagadougou!!! Chi lo trova sulla carta, è bene che si prenoti per il Rischiatutto! Interessante questo Alimentarium visto che annualmente propone tematiche inerenti: il tema di quest’anno analizzava i flussi migratori nei loro aspetti socio-cultural-enogastronomici. A tenere alto l’interesse per tale struttura vengono ospitati regolarmente convegni e conferenze tenute da nutrizionisti, dietologi ed esperti del settore mantenendo sempre alto il concetto che “SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO”! www.alimentarium.ch

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E’ arrivato Lord Byron! Dovete sapere carissimi che il grande poeta inglese soggiornò in Svizzera soffermandosi al Castello di Chillon; pertanto sino al 21 agosto viene celebrato il 200° anniversario della visita di questo Lord con tanto di mostra dedicata. Byron, grande letterato romantico, rimase colpito dai sotterranei del Castello, ove fu imprigionato Bonivard, oppositore del Duca di Savoia. Da questo uno dei poemi più famosi: “Il prigioniero di Chillon.” Gli intrepidi, fotoreporter, investigatori, potranno grazie all’uso dell’archivio comprendere la grandezza di Byron e di ciò che scriveva: scritti altamente affascinanti quasi ‘rubati’ nelle case editrici per l’impazienza dei cultori. www.chillon.ch

Avete visto, pardon, letto “sta Svizzera” quante cose presenta? Bene, salite ancora sul calesse che le sorprese non sono finite! Spostiamoci dunque verso l’Espace Horloger – Vallèe de Joux per “James Bond Times. Da 17 settembre a 23 aprile 2017, vedremo gli orologi dell’agente più affascinante del mondo, quello ‘007’ che incantava le donne che cadevano letteralmente ai suoi piedi! La relazione di questo eroe senza tempo con tali capolavori da polso affronta temi legati alla moda, orologeria e meccanica, nonché ai tempi che furono seppur dietro l’angolo! con occhio attento al contemporaneo. La particolarità dell’esposizione è la scenografia altamente innovativa nonché ludica che accontenta ogni fascia d’età! Ahhh! Il fascino del poliziotto che non chiedeva mai! Sopratutto l’ora! www.espacehorloger.ch

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Ciuff, ciuff, arriva il trenino! Quello dei desideri! Quello del cioccolato racconta segreti delle più famose tradizioni gastronomiche della Svizzera assieme al formaggio che contiene tanto calcio e fa bene alla crescita. Se sali su quello ‘cioccolatoso’ in prima classe, vai da Montreux sino alla Maison di Gruyère e li scopri tutti i segreti della produzione dei latticini. Ancora verso il borgo medievale di Gruyères e la scappata allo splendido castello è d’obbligo. Il palato – mmmm…che scioglievolezza – presso la Maison Cailler a Broc, permette di vedere la ‘creazione’ del cioccolato e, con l’acquolina che sale, la degustazione è gratuita. Tra l’altro questa cosa ‘dolcezza’ conviene poiché comprende il viaggio in treno, i trasferimenti con gli autobus e gli ingressi alle varie maison. Finito? Macchè!!! Sono compresi anche i caffè e fragranti croissant del mattino.

Delle offerte parliamo? Diremo che è obbligo visto che vaudla carta “Free Access”per coloro che soggiornano nelle località di Villars,Gryon e Diabletets sino al 30 ottobre, l’accesso è gratuito ed illimitato nella maggior parte degli impianti di risalita e mezzi di trasporto di montagna, infrastrutture comprese. Decisamente non è poco questo ‘ventaglio ‘ di offerte per piccoletti e maturi. In pratica l’ospite paga il soggiorno e pasti, il resto è offerto! www.free-access.ch

I piccolini cicciolini, che bello! Fino a 9 anni per loro è tutto gratis e quindi benvenuti nelle Alpi a Villars,Diablerets, Chateau – d’Oex e Leysin! Impianti di risalita, l’alloggio, bed & Brekfast, sino agli hotel a 5 stelle, vengono generosamente ‘regalati’ ai nostri ometti e signorinelle. L’unica condizione richiesta è il rispetto degli ambienti e della natura. Questo perché un bimbo curioso, attento ed educato, sarà un ottimo adulto. Gli interessati possono cliccare: www.alpes.ch

Info: Office du Tourisme du Canton de Vaud

Regione Lago di Ginevra

Capo Stampa e Comunicazione; Cindy Queloz

telef. + 41 (0) 21 613 26 21

mail: queloz@regione-lagoginevra.ch

www. Lake – geneva – region.ch

www. svizzeraunica.it

Carla Cavicchini

cavicchini.press@gmail.com